App di famiglia gratuite: cosa limita davvero ogni piano gratis
Tutta la famiglia, in un'unica app.
L'organizer di famiglia per iPhone, Android e browser, cifrato end-to-end. Gratis per una famiglia di due genitori.
Nessuna app di famiglia è gratis nel senso che non costa niente a nessuno: i server si pagano. «Gratis» significa che qualcuno ha deciso dove mettere il limite. Il trucco per scegliere bene è capire quale limite, perché non sono tutti uguali — e alcuni si scoprono solo dopo tre mesi, quando la famiglia dipende già dall'app.
I cinque tipi di limite
1. Il numero di persone
Il più comune: il piano gratuito copre una persona, o due, e la terza paga. Per una coppia va bene; per una famiglia con un nonno che deve vedere il calendario, no.
Da verificare: il limite riguarda i membri (chi usa l'app) o i profili (i figli, che magari non hanno un telefono)? Sono cose diverse, e la seconda è quella che conta per chi ha tre bambini.
2. Lo spazio
Documenti, foto, referti: occupano spazio, e lo spazio costa. Un piano gratuito con poche centinaia di megabyte si esaurisce con il primo anno di foto. Per capire se basta: quanti documenti caricheresti in un anno? Una famiglia tipica sta tra 50 e 200, quasi tutti PDF piccoli. Sono le foto e i video che pesano.
3. Le funzioni
Alcuni piani gratuiti includono tutto ma con limiti di quantità; altri includono poche funzioni e il resto è a pagamento. Il secondo modello è più onesto sulla carta ma più fastidioso nella pratica: scopri il muro quando ti serve la funzione.
4. Il tempo
La «prova gratuita»: tutto incluso per 14 o 30 giorni, poi si paga. Non è un piano gratuito, è una demo. Nulla di male, ma va saputo prima di caricarci dentro tutti i documenti della famiglia.
5. I dati
Il limite invisibile: l'app è gratis perché i dati sono il prodotto. Per un'app che contiene i referti dei figli e la posizione della famiglia, è il limite più grave di tutti. Un indizio affidabile: se l'app cifra i contenuti in modo che il servizio stesso non possa leggerli, non può venderli. Se non lo dice, chiedersi perché.
Il piano Free di KidBox, senza giri di parole
Preferiamo dirlo noi:
- Chi: una famiglia con due genitori e i loro figli, senza carta di credito. I profili dei figli non contano come membri.
- Cosa: calendario, to-do, lista della spesa, note, spese, wallet, documenti, password, foto, chat, salute, casa, veicoli, animali, posizione, Alexa. Cioè tutte le schede di base.
- Quanto: uno spazio incluso per documenti e foto; i piani Pro e Max lo ampliano.
- AI: l'assistente di famiglia e le funzioni generate dall'AI (piano alimentare, piano fitness, viaggi, analisi mensile) sono nei piani a pagamento — perché ogni richiesta ha un costo reale. Sul Free c'è un piccolo numero di messaggi di prova, una volta sola, per capire cosa fa.
- Dati: documenti, note, password, wallet, chat e foto sono cifrati con la chiave di famiglia. Non li leggiamo e non li possiamo leggere.
I dettagli e i prezzi aggiornati sono nella sezione piani: li scriviamo lì una volta sola perché non vogliamo una cifra vecchia in un articolo.
Le domande da fare a qualunque app
Prima di caricare i documenti della famiglia in un'app, cinque domande che vale la pena farsi:
- Se dopo un anno smetto di pagare, cosa succede ai miei dati? Restano leggibili? Posso esportarli?
- Il secondo genitore paga o è incluso?
- I contenuti sono cifrati in modo che il servizio non li legga?
- L'app esiste su tutte le piattaforme che usiamo in casa?
- Il limite che raggiungerò prima è chiaro oggi, o lo scoprirò quando ci sbatto contro?
Un'app che risponde chiaramente a tutte e cinque probabilmente vale il tempo di provarla — gratis o no.
Gli strumenti di cui parla l'articolo
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