Farmaci e terapie dei figli: chi li dà, a che ora e come non sbagliare dose
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Quando un figlio deve prendere un farmaco per qualche giorno — un antibiotico, uno sciroppo, un antinfiammatorio — la parte difficile non è ricordarsi di comprarlo. È ricordarsi, tre volte al giorno per una settimana, se è già stato dato e da chi. Con due genitori, i nonni che coprono il pomeriggio e una babysitter la sera, la domanda «gliel'hai già dato?» diventa la più frequente della casa.
Questo articolo parla di organizzazione. Farmaci, dosi, orari e durata della terapia sono indicati dal pediatra o dal medico: seguite le sue indicazioni e il foglietto illustrativo, e in caso di dubbio chiedete a lui o al farmacista.
Il rischio vero: la dose doppia o saltata
Nelle famiglie gli errori di terapia nascono quasi sempre da un passaggio di consegne: un genitore dà la dose delle 8 e non lo dice, l'altro la dà di nuovo alle 9; oppure ognuno pensa che l'abbia data l'altro. Serve un posto dove ogni dose data venga segnata, visibile a tutti quelli che si occupano del bambino.
1. Scrivere la terapia, subito
Uscendo dallo studio, prima di dimenticare, scrivete:
- nome del farmaco e forma (sciroppo, compresse, gocce)
- dose esatta, come indicata dal medico
- orari o intervallo tra le dosi
- durata: fino a quando
- come prenderlo: a stomaco pieno o vuoto, diluito, ecc.
- eventuali avvertenze del medico
Nella scheda salute del figlio la cura si registra con il medico che l'ha prescritta, e la ricetta si allega. Resta nello storico: la prossima volta che un medico chiede «ha già preso questo antibiotico?», la risposta c'è.
2. Ogni dose come cosa da fare
Per la durata della terapia, ogni dose diventa una cosa da fare con il suo orario e un promemoria, assegnata a chi quel giorno ha il bambino: «Amoxicillina Luca — 8:00», «— 16:00», «— 24:00». Chi la dà la spunta. Chiunque apra la lista vede se la dose del pomeriggio è stata data, senza telefonare.
Una terapia di sette giorni sono una ventina di voci: si creano in cinque minuti la sera della visita, e tolgono ogni dubbio per una settimana.
3. Le istruzioni per chi non c'era
Nonni, babysitter, l'altro genitore che arriva dal lavoro: chi non era dal medico ha bisogno delle istruzioni complete. Una nota condivisa con la terapia — farmaco, dose, orari, come darlo, cosa fare se il bambino vomita la dose, numero del pediatra — evita le telefonate e le interpretazioni.
4. Il flacone giusto, nel posto giusto
Qualche regola pratica:
- un solo posto per i farmaci in uso, fuori dalla portata dei bambini
- il dosatore che accompagna il farmaco, non un cucchiaio di casa
- la data di apertura scritta sul flacone, se il foglietto indica una scadenza dopo l'apertura
- nelle famiglie con due case, il farmaco viaggia con il bambino, insieme alle istruzioni
5. Le terapie lunghe
Per le terapie croniche o lunghe — un farmaco per l'asma, un integratore prescritto — il rischio cambia: non è la dose doppia, è finire il farmaco o dimenticare di rinnovare la ricetta. Mettete nel calendario un promemoria per il rinnovo qualche giorno prima che la confezione finisca, e la data del controllo dal medico.
6. A terapia finita
Quando la terapia finisce, si toglie il flacone dal posto dei farmaci in uso, si controlla la scadenza di quello che avanza e si chiude la cura nella scheda salute. Lo storico delle terapie passate è una delle informazioni che un medico chiede più spesso.
In sintesi
Scrivere la terapia uscendo dallo studio, ogni dose come cosa da fare con orario e responsabile, istruzioni complete in una nota per chi non c'era, farmaci in un posto solo con il loro dosatore, promemoria per i rinnovi delle terapie lunghe e ogni cura registrata nello storico. Nessuna dose saltata, nessuna doppia, e nessuna telefonata per chiederlo.
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