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La tabella delle faccende per bambini: come costruirla, età per età

Il team KidBox·Aggiornato il 13 set 2026·3 min di lettura
9:41 · Buongiorno, Vittorio
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Una tabella delle faccende per bambini sembra la cosa più semplice del mondo: un foglio, i nomi, le caselle. Eppure la maggior parte finisce ingiallita sul frigo dopo tre settimane. Il problema quasi mai è l'idea: è che la tabella è fatta per l'adulto che la disegna, non per il bambino che dovrebbe usarla.

Ecco come costruirne una che funzioni, adattata all'età.

Le regole che valgono sempre

  • Poche voci: due o tre faccende per bambino, non dieci
  • Sempre le stesse per almeno un mese, poi si cambia
  • Un momento preciso per ogni faccenda: «dopo cena», non «oggi»
  • Una definizione di fatto: cosa vuol dire «camera in ordine»
  • Alla loro altezza: letteralmente, dove la vedono senza chiedere

Per scegliere le faccende giuste per ogni età c'è la guida alle faccende adatte all'età.

3-5 anni: figure, non parole

I bambini che non leggono hanno bisogno di immagini: un disegno o una foto per ogni faccenda — il cesto dei giochi, la tazza nel lavandino, le scarpe al loro posto.

  • una riga per faccenda, con la figura
  • una calamita o un adesivo da spostare quando è fatta
  • nessun punteggio: spostare la calamita è già la soddisfazione

A questa età la tabella è anche un modo di imparare la sequenza della giornata.

6-9 anni: caselle e settimana

Alle elementari funziona la tabella settimanale classica: faccende sulle righe, giorni sulle colonne, una spunta per casella. Qualche accorgimento:

  • plastificata, con un pennarello cancellabile, così si riusa
  • una tabella per figlio, per evitare confronti e liti
  • la domenica sera si guarda insieme e si ricomincia

Premi per ogni casella meglio di no: il riconoscimento è vedere la settimana piena.

10-13 anni: dalla carta al telefono

Verso le medie la tabella di carta inizia a sembrare «da piccoli». Se il ragazzo ha il suo telefono, una lista di cose da fare condivisa prende il suo posto: ogni faccenda è una voce assegnata con un promemoria all'ora giusta, e il genitore la vede spuntata senza chiedere. Perché la voce sia sua, il ragazzo deve essere membro della famiglia su KidBox con il proprio account; se non lo è, si può comunque indicare a quale figlio si riferisce ogni voce.

Adolescenti: niente tabella

Con gli adolescenti la tabella vera e propria non funziona più: si passa a aree di responsabilità concordate insieme. Lo spieghiamo in faccende per adolescenti.

Tabella per più figli

Con più figli di età diverse:

  • ogni figlio ha la sua tabella, nel formato adatto alla sua età
  • le faccende che ruotano tra fratelli seguono una rotazione chiara, scritta
  • le regole comuni — cosa succede se una faccenda salta — stanno in una nota condivisa tra i genitori, così entrambi rispondono allo stesso modo

I genitori prima dei figli

Una tabella funziona solo se gli adulti la rispettano: se un giorno la faccenda la fa il genitore «perché si fa prima», il messaggio è che la tabella è facoltativa. Meglio una faccenda fatta male dal bambino che fatta bene da un adulto.

In sintesi

Poche voci, sempre le stesse, con un momento preciso. Figure per i piccoli, caselle settimanali alle elementari, una lista sul telefono per i ragazzi, aree di responsabilità per gli adolescenti. La tabella migliore non è la più bella: è quella che il bambino guarda senza che nessuno glielo dica.

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